Bella! Dovete sapere che l'altro giorno stavo facendo un giretto in piazza per degli affari miei e siccome avevo un po' di tempo, mi sono seduto su una panchina a leggere il giornale. Ora, proprio di fianco a me, c'era un vecchietto con i suoi nipotini che, per provare a tener calmi e buoni i bambini, si è messo a raccontar loro una storia.
"C'era una volta, poco tempo fa, un ragazzo tranquillo e a modo che, per passare il tempo libero, amava unirsi a certi suoi amici per andare a giocare a pallone. Così, una volta a settimana, il ragazzo tranquillo e a modo insieme ai suoi amici andava a giocare a calcetto e si divertiva tantissimo, tanto che alla fine delle partite tornava negli spogliatoi con un gran sorriso e tanta voglia di scherzare, perché si sa, per i maschietti lo spogliatoio è un luogo di meravigliosa ricreazione.
Un giorno nefasto e tristo però, si accorsero di lui due individui loschi, vale a dire Destino il Beffardo e sua sorella Sorte detta la MaleFvola. I due fratelli cattivoni decisero che il ragazzo tranquillo e a modo non doveva permettersi di divertirsi tanto sotto il loro invidioso naso così gli tirarono una mamuska e, durante una partita di calcio, un ginocchio del ragazzo fu investito da un peso Massimo e si ruppe.
Con tanto dolore nel ginocchio e tanta tristezza nel cuore, il ragazzo tranquillo e a modo passò un anno bruttissimo a zoppicare e a languire per le fitte alla gamba sventurata fino a quando, avvicinandosi timidamente ad un campo da beach volley pensò tra se e se "Bè il ginocchio mi duole, ma se sto fermo sotto rete magari mi fanno giocare anche da fermo...". Fu così che trovò il modo di tornare a divertirsi con un altro sport, e passò tante giornate meravigliose al mare con tanti nuovi amici. Ma ecco che, di nuovo, il Beffardo e la Malevola si accorsero di questo cambiamento e decisero di mettergli ancora il bastone tra le ruote, così, mentre la Sorte esclamava "Che le tue mani diventino di pietra!", suo fratello Destino si faceva grasse risate del povero sventurello, il quale ora, con le mani di marmo, sbagliava tutti i palloni e veniva deriso ta tutti i suoi nuovi amici.
Ora, siccome il ragazzo tranquillo e a modo non voleva rinunciare alle cose belle che gli stavano capitando, decise di continuare a giocare nonostante tutto, e infatti riuscì anche ad entrare in una squadretta di pallavolo, tornando un po' a sorridere e a divertirsi e persino ad imparare qualcosa di nuovo, che nella vita non guasta mai. Pian piano il suo cuore tristo e mesto cominciò a battere più sereno. Ma ecco che il Destino e la Sorte non sopportavano più gli oltraggi del ragazzo tranquillo e a modo alla loro cattiveria e decisero di infliggergli la punizione finale: la Big Mamuska, ed insieme urlarono con le vene gonfie al collo "Che ti venga il mal di schiena!" E fu così che il povero ragazzo tranquillo e a modo fu colto da dolori lancinanti alla schiena e dovette smettere di giocare anche a pallavolo, decidendo a malincuore di lasciare anche quel nouvo mondo che gli aveva dato tante soddisfazioni e in cui aveva conosciuto tante persone brave e simpatiche. Sempre più tristo e sempre più mesto pensò tra se e se "Non mi rimane che andare ai Combattenti a giocare a carte..." e pianse copiose lacrime amare.
Un giorno di bel sole, il ragazzo tranquillo e a modo si avviò con la sua automobile verso il Bar dei Combattenti per giocare a carte con i vecchi reduci della Guerra Mondiale, quando, proprio mentre scendeva giù dal ponte sul fiume, il Destino Beffardo mandò un refolo di vento traditore e sua sorella la Sorte Malevola gli fece sbattere lo sportello della macchina contro le mani che rimasero schiacciate così malamente che non potè più nemmeno giocare a briscola e tressette.
La morare, bambini miei " disse il nonnetto si nipotini "è che quando sei preda della sfiga, non c'è un cazzo da fare".
Io, che non avevo letto il giornale per starlo a sentire sono rimasto senza parole e ho pensato "Qua non ti può succedere niente che lo sanno subito tutti!!!".
Bella!